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La possibilità per un investigatore privato di “spiare” una persona tramite un sistema di rilevamento GPS, al fine di “seguirla” e di ricostruirne gli spostamenti, ha avuto ineguagliabili conseguenze anche in campo giuridico. Infatti, l’utilizzo di un sistema GPS per “seguire” gli spostamenti di una persona ci introduce al tema della sorveglianza elettronica (telecamere di sorveglianza, GPS ecc.), e pone forti interrogativi sulla limitazione a fondamentali libertà individuali, quali il diritto alla riservatezza dell’individuo, alla libertà di circolazione

Di recente, la Corte di Cassazione si è occupata dell’utilizzo dei sistemi di rilevamento GPS con riferimento a un’altra attività investigativa simile nei risultati (ricostruzione degli spostamenti di una persona sul territorio): l’intercettazione telefonica. Premesso che l’intercettazione telefonica è un’attività investigativa tipica, in quanto disciplinata dall’art.266 e seg. c.p.p., che ne detta una disciplina procedimentale molto rigorosa, la Corte ha precisato, che, a differenza delle intercettazioni, il “seguire” una persona tramite un rilevatore GPS rientra tra le attività di investigazione atipiche assimilabili al pedinamento. (Cassazione penale sez. I, 07 gennaio 2010 n.9416 e in senso conforme si veda Cass. Pen.15 dicembre 2009, n.9667; Cass. Pen. N. 15396 del 2008; Cass. Pen. N. 3017 del 2008).

Come noto, l’investigatore privato è colui che legittimato da licenza prefettizia a norma dell’art.134 RD 18/06/1931 n.773 e successive modifiche, svolge indagini su incarico:

a) di chi vuol far valere o difendere in sede giudiziaria un proprio diritto;

b) di un difensore in riferimento a un procedimento penale per ricercare ed individuare elementi a favore del relativo assistito da utilizzare ai soli fini dell’esercizio del diritto alla prova (art.190 c.p.p. e L. 07.12.2000 n.397)

Il D.M. 01.12 .2010 n.269 definisce l’attività di indagine in ambito privato come quella attività volta alla ricerca e alla individuazione di informazioni richieste dal privato cittadino, anche per la tutela di un diritto in sede giudiziaria, e che possono riguardare, tra l’altro, gli ambiti familiari, matrimoniali, patrimoniali e ricerca di persone scomparse. (art.5 comma 1, lett.aI).

L’ultimo comma dell’articolo ha specificato espressamente ed autorizzato le singole attività dell’investigatore privato di osservazione statica (c.d. appostamento) e controllo dinamico (c.d. pedinamento) anche a mezzo di strumenti elettronici e tra questi è logico rientrino i sistemi GPS.

In conclusione, si può ragionevolmente ritenere legittimo l’uso di un sistema GPS da parte di un investigatore privato per seguire gli spostamenti di una persona, purchè venga utilizzato per la tutela e difesa di diritti individuali fondamentali e sia rispettata la normativa in materia di privacy.

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